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Emilia Romagna

LA FOOD VALLEY ITALIANA!

Il Parmiggiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’Aceto Balsamico di Modena, l’Olio Extravergine d’Oliva di Brisighella….Per te che ami il buon cibo, scoprire i nostri prodotti tipici, unici e antichi accompagnati da un buon calice di vino, ti faranno amare questa terra speciale Emilia-Romagna: 44 prodotti alimentari DOP e IGP, la 1° regione in Europa!

IL CUORE DELLA MOTOR VALLEY D’ITALIA!

Ferrari, Ducati, Pagani, Dallara, Lamborghini e Maserati La passione per i motori: nella nostra terra risiedono i segreti delle più sofisticate e moderne case automobilistiche e motoristiche al mondo. Quel rombo: una melodia che fa emozionare il cuore…

Quali sono le origini delle principali uve da noi vinificate:

  • SANGIOVESE
  • LAMBRUSCO
  • TREBBIANO
  • GRECHETTO GENTILE (PIGNOLETTO)
  • ALBANA

Si ritiene che gli Etruschi coltivassero questo vitigno più di 2000 anni fa. Gli esperti ritengono che la zona di origine di quest’uva sia la zona Appenninica tra Toscana e Romagna. Da dove deriva il suo nome? Ci sono diversi pensieri al riguardo: alcuni pensano che derivi da “sangiovannese”, ovvero dalla zona di San Giovanni Valdarno; altri pensano che derivi da “sanguegiovese”, ossia “sangue di Giove”, identificando nel Monte Giove (vicino a Santarcangelo di Romagna) la primissima zona di coltivazione.

L’antico poeta romano Virgilio nella sua opera “Quinta Bucolica” rendeva noto che già 2000 anni fa gli antichi coltivavano la “Vitis Labrusca”. Successivamente sarà Plinio il vecchio ad esaltarne negli scritti le sue caratteristiche foglie “di colore sanguigno” e le sue proprietà mediche. Sull’origine del nome non c’è chiarezza: c’è chi crede che derivi da “labrum” (margine dei campi) e “ruscum” (pianta spontanea), che forse si adatta di più alla “Vitis Labrusca” dei nostri giorni; altri pensano derivi dalabo” (prendo) e “ruscus” (che punge il palato, “brusco”), per indicare una importante tannicità e acidità.

Di questo “vino casereccio” (dal latino “Vinum Trebulanum”) ne parlò Plinio il Vecchio identificandolo come un vino molto diffuso nelle fattorie in epoca romana, particolare che ha dato origine al suo nome (dal latino “Tribula”, Fattoria). La sua diffusione in Emilia-Romagna nel medioevo è testimoniata da diversi scritti, ed oggi ne è diventata la maggiore zona di produzione d’Italia.

Citato nell’antico testo “Naturalis Historia” di Plinio il Vecchio, il Pignoletto era ben conosciuto dagli antichi romani. Il nome di questo vitigno pare derivi dalla forma del grappolo simile ad una pigna. Pare che la provenienza di questo vitigno sia legata alle terre greche. Infatti, esami di laboratorio hanno dimostrato che il DNA del Pignoletto combaci con quello del Grechetto di Todi. I primi scritti che parlano di queste uve, datati intorno al ‘600, parlano di uve bianche “Pignole”.

1° vino bianco a ricevere in Italia la denominazione DOCG. Dell’Albana, già conosciuto dai tempi dell’antica Roma grazie agli scritti di Plinio il Vecchio e di Catone, si pensa che il nome abbia origine dal latino “albus”, riferito al colore bianco della bacca. Altri pensano che il nome faccia riferimento ai Colli Albani laziali, possibile zona di origine di queste uve portate dai Romani nelle terre romagnole.

Lazio

DA PIÙ DI 2000 ANNI SULLE NOSTRE TAVOLE!

Già all’epoca degli Etruschi la nostra penisola era conosciuta come una zona di produzione del vino, infatti nota come “Enotria” o come la definì il drammaturgo greco Sofocle la “terra prediletta dal Dio Bacco”.

Dapprima i Romani portarono avanti la coltivazione di varietà autoctone secondo le tecniche apprese dagli Etruschi, ma col tempo fu abbandonata l’alberata etrusca e si sviluppò un sistema ben organizzato e produttivo costituito da filari, simile al sistema Guyot utilizzano nei nostri giorni, capaci di produrre fino a 15.000 chilogrammi d’uva per ettaro. Tra i vini più conosciuti dell’epoca c’erano L’Albanum, il Tusculanum, il Caecubum e il Veliternum. Il Lazio diventa così una zona di riferimento per la produzione di importanti vini del passato, in particolare nei territori dei Castelli Romani, nel Viterbese e nella zona di Frascati.

Perché in queste zone?

PER LA TIPOLOGIA DI TERRENI SONO ZONE PERFETTE

Grazie alla ricchezza di minerali di queste terre di origine vulcanica e ad un clima mediterraneo temperato lungo la costa e maggiormente soggetto a grandi escursioni termiche nelle zone più interne. Questo nel tempo ha quindi favorito la coltivazione sia di varietà autoctone che internazionali, vini con note fruttate e dalla buona acidità.

Il nostro desiderio e di continuare a condividere con te questi sapori, sapori antichi di oltre 2000 anni, che rappresentano le nostre origini, ma che ancora oggi trasmettono il piacere della quotidianità, della genuinità, del poter gustare con chi ami qualcosa di buono.

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